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Una mucca di rifiuti

E' quanto produce in peso all'anno un cittadino europeo: 500 kg. "Ri come..." la mostra allestita a Palazzo Brambilla fino al 24 giugno, suggrerisce alcuni comportamenti per ridurre tale numero

Castellanza (gam) - Ri-ciclare, ri-utilizzare, -ri-durre, ri-sparmiare: sono molti i modi in cui "Ri come..." articola il prefisso in azioni ecologicamente sostenibili. Articolata in pannelli espositori, box interattivi, filmati a ciclo continuo ed esposizione di beni di consumo risultanti da una corretta raccolta differenziata pre e post consumo (cioè utilizzando scarti industriali prodotti durante un processo produttivo e prodotti che hanno terminato il loro ciclo), la mostra propone diversi percorsi per la riduzione dell'impronta ecologica e delinea un complesso di azioni quotidiane a basso impatto ecologico, orientate cioè nella direzione di un consumo critico attento al costo ambientale del prodotto.

Ogni cittadino europeo produce infatti 500 kg all'anno di rifiuti visibili. Il rifiuto invisibile, cioè le risorse energetiche e primarie impiegate per la produzione del bene che diventerà rifiuto, ammonta a 7 volte tanto. Adottare dei comportamenti sostenibili oggi non è più una scelta ideologica, ma una necessità imprenscindibile nell'ottica di un ripensamento del nostro modello di produzione e consumo.

Le azioni

I 10 box interattivi allestiti illustrano con facili esempi quali comportamenti quotidiani riducono la nostra impronta ecologica producendo meno rifiuto possibile. Ogni azione presa ad esempio propone infatti tre opzioni, dalla più invasiva alla più sostenibile. Si parte dalla scelta di prodotti con imballaggi ridotti (esempio del gelato: meglio il cono della coppetta o del gelato confezionato) per passare ai prodotti sfusi, come l'acqua e il latte (ma in alcuni supermercati sono sempre più i prodotti disponibili, dai detersivi alla pasta), da preferire a quelli confezionati - le "casette dell'acqua" e i distributori di latte crudo, entrambi presenti a Castellanza, vanno proprio in questa direzione: abbassare la produzione di rifiuto e nel contempo promuovere la cultura del "km zero".

E' poi importante ridurre il volume del rifiuto (in termini pratici, schiacciare le bottiglie, i contenitori di tetrapack ecc); imparare a leggere con attenzione le etichette per operare scelte consapevoli suii prodotti in base alla loro provenzienza e alle materie prime di cui sono composti; privilegiare quei beni che fanno poca strada dal produttore al consumatore; scegliere frutta e verdura di stagione, la cui disponibilità non è vincolata a processi di conservazione e di trasporto. E il cibo non si butta, lo dicevano sempre i nostri nonni: una  corretta alimentazione non è fatta di troppo cibo il cui eccesso viene buttato. Infine, meglio i beni durevoli di quelli usa e getta; riparare o riutilizzare, magari usando un po' di fantasia, è meglio che buttare.

I prodotti

Fino a qualche tempo fa gli oggetti derivanti dal riciclo erano di qualità non sempre all'altezza di quello realizzato con materie prime "nobili" e quindi al consumatore era necessaria una forte motivazione etica per optare verso di essi (tant'è che il prodotto riciclato è sempre stato percepito come un bene "povero"), l'evoluzione delle tecniche consente ora di produrre beni di qualità elevata a impatto zero (o quasi) ma soprattutto perfettamente funzionali e funzionanti quanto quanto gli altri: prova ne sono i numerosi manufatti in mostra (significativamente adagiati su delle porte riciclate e trasformate per loccasione in supporti orizzontali), che vanno dal gioco realizzato in pet interamente ricilato, alle borse, alle magliette sportive in materiale sintetico, fino a raffinati oggetti di design realizzati in cartone pressato e legno.

Sono sempre più infatti le aziende che optano per una scelta di sostenibilità del ciclo produttivo e del prodotto stesso Remade In Italy è il nome del marchio che le raccoglie in associazione tutte le aziende che hanno scelto un percorso fatto di risparmio energetico, minori emissioni inquinanti, certificazione di sostenibilità, promozione di pratiche e tecniche di riduzione dell'impatto senza tuttavia rinunciare alla qualità del prodotto e al design.

Tra i tanti oggetti in mostra, alcuni di note aziende, di particolare suggestione per la loro singolarità la chaise longue e la libreria di Giorgio Caporaso, la linea di giocattoli riciclati "I Plasticoni" di Mariano Pieroni, la bicicletta in alluminio riciclato di Cial (Consorzio Imballaggi Alluminio).

infine, anche l'arte dice la sua accogliendo i visitatori con il gigantesco soldato-schiaccianoci (quello della fiaba) di Daniela Nasoni.

Molti utili spunti di riflessione (con tanto di ricettario a basso impatto ambientale) si trovano nel catalogo della mostra, in distribuzione gratuitamente.

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Pubblicato il 21/05/12 - 1624 visualizzazioni