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NOTIZIE - DAL TERRITORIO


"Dichiarare guerra al bullismo"

Se ne è parlato lo scorso venerdì 19 gennaio a Fagnano Olona

Fagnano Olona – Vi è un soggetto presunto più forte che, spesso sostenuto da un gruppo, prevarica. E ve n’è uno che, presunto più debole, ne subisce le sopraffazioni fisiche e psicologiche.  Bullismo e cyberbullismo sono due fenomeni che stanno insinuandosi sempre più come cellule cancerogene nel sistema scolastico. E talora generano anche conseguenze irreparabili.

E’ il caso di una ragazza di quindici anni, Carolina Picchio, gettatasi dal balcone alcuni anni fa nel Novarese dopo che il suo ex compagno aveva diffuso in modo virale alcune immagini a sfondo sessuale di lei e dopo essere stata bersagliata di insulti e offese da alcuni utenti. Carolina, prima di togliersi la vita, lasciò questo lacerante messaggio: “le parole fanno più male delle botte, cavolo se fanno male, ma a voi non fanno male?”.

Di queste due piaghe si è parlato durante un convegno organizzato all’istituto Fermi di Fagnano Olona da comitato Genitori e Associazione scuola contro il bullismo presieduta da Vincenzo Vetere.  Un messaggio è emerso chiaro e forte a partire dal moderatore, l’educatore Cristiano Castelnovo: il bullismo e il cyberbullismo sono realtà su cui non abbassare affatto la guardia e tanto meno da minimizzare. A esse bisogna dichiarare guerra con strategie normative ed educative chiare e incisive. Lo ha evidenziato la consigliera regionale Paola Macchi che, ricordando il caso di bullismo perpetrato a Legnano verso una ragazza disabile rifiutata da molti suoi compagni quando si era trattato di organizzare la gita scolastica, ha sottolineato come la Regione abbia cominciato a combattere questo duplice  fenomeno con una legge del 2014.

A livello nazionale, invece, vi è, come ha evidenziato poi la psicologa e ricercatrice dell’Università Cattolica di Milano Simona Caravita, una legge del 2017. Da lei indicazioni che fotografano alla perfezione quanto il dato sia drammatico:  tra il 2010 e il 2014 su 3317 classi i casi di bullismo sono passati dal 20,7 al 25,7 per cento tra i maschi e dal 9,2 al 17,30 per cento tra le femmine. E quanto lascia pensare è anche il fatto che tale bullismo parta dalle elementari. E sul cyberbullismo le cifre non sono meno drammatiche; il 75 per cento dei bambini in età scolare si è dichiarato cyber prevaricato.

“Nel bullismo occorre considerare più variabili – ha spiegato Caravita -  il bullo che agisce per conquistare prestigio e un ruolo riconosciuto dai suoi compagni, chi lo sostiene anche in modo silenzioso con il disimpegno morale o contribuendo a porre in essere i comportamenti del bullo approvandoli o proprio eseguendoli, e la vittima che subisce con conseguenze spesso tragiche; occorre intervenire con un lavoro di rete che passi dal recupero del rapporto tra scuola e famiglia”. Alessandro Frigerio,  che si occupa da anni di sicurezza informatica, ha fornito una serie di accorgimenti perché si prevenga il cyberbullismo: proteggere i proprii profili di  Facebook e di altre strutture social, attuare forme di controllo da parte dei genitori sui dispositivi cellulari dei proprii figli sono due di esse: “non abbiate paura di farlo – ha detto ai molti genitori presenti tra il pubblico – ve lo dico con il cuore, guardate che questi accorgimenti sono determinanti per combattere il cyberbullismo”. E sempre sulla protezione ha messo l’accento il presidente dell’Associazione contro il bullismo scolastico Vincenzo Vetere mostrando come la mancanza di adeguati controlli sia alla base di fenomeni come l’adescamento di ragazzini viralmente da parte di pedofili. Juan Guidi, uno dei referenti dell’associazione Rete Ecosociale, ha individuato quale causa del bullismo il fatto che oggi si basino i rapporti con le persone su stereotipi per i quali devono sempre essere belle, piacenti, tirate a lucido  indicando la necessità, da parte di scuole e famiglie, di lavorare sui ragazzi perché superino tali stereotipi e imparino a guardare chi ha di fronte per come è realizzando una vera integrazione. Ha poi invitato anche a fare molta attenzione al linguaggio gestuale e facciale dei figli, spesso spia dei malesseri che li caratterizzano.

Una serata a tutto campo che è servita per accendere i riflettori su una realtà che, se non combattuta a fondo, rischia di ripercuotersi in modo drammatico anche sulla crescita dei ragazzi, sia dei bulli sia delle vittime.

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Pubblicato il 22/01/18 - 139 visualizzazioni

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