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NOTIZIE - DALLA CITTÀ


Ex Montedison: e adesso?

Inquinamento, bonifica, riqualificazione e sviluppo. Quel che resta dopo il no a Elcon

Castellanza (gam) - Niente impianti di trattamento di rifiuti liquidi a Castellanza, il progetto Elcon non si farà. Il parere negativo della Commissione Istruttoria di Regione Lombardia, chiudendo il sipario sulla vicenda, apre un nuovo scenario e e lascia sul tavolo un ingombrante interrogativo: e adesso? 

Dopo la ferma e doverosa condanna dell'episodio di intimidazione subito dal vicesindaco Luca Galli nella serata di mercoledì, durante la conferenza stampa di ieri mattina il sindaco di Castellanza Fabrizio Farisoglio, riprendendo spunti e suggestioni già emersi nel corso di questi mesi, ha tratteggiato dei percorsi possibili sul futuro dell'area.

"Io non rinnego nulla di quello che ho fatto. L'occasione di Elcon quando  stata presentata era un'occasione per la risoluzione di problema  che ora rimane tale" esordisce Farisoglio. "Abbiamo agito correttamente - prosegue il primo cittadino - abbiamo esaminato la proposta senza dire di no aprioristicamente ma, quando è arrivata la documentazione, si è detto subito all'azienda che questa non consentiva di portare avanti un progetto del genere a Castellanza".

La questione infatti ruota tutta intorno alla bonifica dell'area, necessariamente propedeutica a qualsiasi tipo di intervento. Farisoglio ci tiene però a sottolineare che allo stato attuale non esiste una sitazione di pericolo per la salute pubblica: l'area è inquinata, certo, ma questo non significa che la situazione non sia sotto controllo. Nel corso degli ultimi 10 anni sono stati atti interventi di messa in sicurezza : "quel sito è oggetto di attenzione da oltre 10 anni per la caraterizzazione delle problematiche del sottosuolo; quindi, che dice che questi problemi non sono stati affrontati, mente sapendo di mentire". 

Infatti intorno al sito è stata infatti costituita una barriera che impedisce la contaminazione delle falde profonde (quelle da cui attingono i pozzi per la distribuzione dell'acqua potabile): "sulla falda non c'è nessun tipo di problema, i pozzi non hanno collegamenti con la falda superficiale", che al contrario risente dell'inquinamento dovuto agli oltre cent'anni di storia industriale. Tuttavia, riconosce Farisoglio, si si tratta di una messa in sicurezza operativa che non significa aver risolto il problema.

Quali percorsi possibili? E' questo il vero problema. Anzitutto, l'area è proprietà privata, quindi l'Ammistrazione Pubblica (Comune o Regione che sia) non può obbligare la proprietà ad intervenire laddove non ci sono situazioni di pericolo. Quello che può fare il Comune è cambiare la destinazione urbanistica dell'area, indirizzando così la progettualità di possibili investitori (che avrebbero l'obbligo di bonifica secondo gli standard di legge) verso esiti compatibili con il tessuto urbano di Castellanza e l'intero assetto del territorio circostante. A questo proposito, anticipa Farisoglio, sono già in corso contatti con la proprietà per individuare una destinazione urbanistica che trovi il necessario equilibrio tra interesse pubblico e privato. E' un percorso lungo e complesso su cui buon esito il Sindaco di Castellanza è cautamente ottimista.

Niente parco pubblico, dunque, che il primo cittadino liquida come "una sciocchezza". Il cavallo di battaglia dell'Assemblea Popolare no Elcon viene azzoppato seccamente: l'area è privata e andrebbe espropriata (pealtro per la procedura di esproprio è necessario che vi sia un interesse pubblico prevalente) e la bonifica toccherebbe così interamente alla parte pubblica. E poi con quali soldi? a meno che, ironizza Farisoglio "Si fa una tassa di scopo di 1.500 euro a testa. Se i cittadini di Olgiate e Castellanza sono d'accordo, io non mi tiro certo indietro". Al di là delle battute, "va bene sognare, ma sogniamo cose che possono essere raggiunte". Cioè, l'unico persorso ad oggi percorribile è l'individuazione di una progettualità da parte di un investitore che dialoghi con il Comune. 

Ad ogni modo, la storia industriale del comparto, la lunga parentesi che ha portato vantaggi e ha lasciato un prezzo elevato da pagare, può dirsi a buon diritto conclusa: "L'esperienza Elcon - conclude il Sindaco - ci ha insegnato che non è più possibile collocare lì apparati produttivi con un forte impatto sul territorio, da ogni punto di vista. Ha sollevato anche l'attenzione su una situazione ambientale complessa e ha comunque sollecitato la proprietà a trovare delle soluzioni in accordo con l'Amministraizone Pubblica per andare ad individuare delle soluzioni sul lungo e medio periodo"

Guarda l'estratto video della conferenza stampa

© riproduzione riservata
 
Pubblicato il 27/09/13 - 1298 visualizzazioni
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