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NOTIZIE - DALLA CITTÀ


Ultimo appuntamento con "Il Circolo dei lettori"

"Nel territorio del diavolo" ovvero la scrittrice statunitense Flannery O'Connor


Castellanza (redazione) - Si conclude Mercoledì 11 dicembre alle ore 21.00 il primo ciclo di incontri del "Circolo dei lettori", l'appuntamento realizzato dall'Assessorato alla Cultura della Città di Castellanza e dalla Biblioteca Civica per promuovere la lettura attraverso serate dedicate all'analisi della produzione letteraria di alcuni autori. I due precedenti appuntamenti, con Piero Chiara e Andrea Vitali a ottobre e con Karen Blixen a novembre, hanno dato vita ad affascinanti discussioni seguite attentamente da molti appassionati lettori. Chi volesse proseguire il dibattito aperto nelle prime due serate da Roberto Ferdani, che collabora e ha coadiuvato con la Biblioteca Civica di Castellanza in altre attività di promozione della lettura, e per chi volesse cogliere l'occasione per passare un piacevole momento di conversazione sulla letteratura, l'appuntamento è in biblioteca con "Nel territorio del diavolo", un omaggio alla scrittrice statunitense Flannery O'Connor.
Dopo l'acceso dibattito sull'opera di Piero Chiara ed Andrea Vitali e l'affascinante vita di Karen Blixen profondamente intrecciata alla sua opera letteraria, ad offrire interessanti spunti di riflessione sarà la scrittrice statunitense che, in mezzo a situazioni grottesche e personaggi memorabili, ci porterà alla ricerca attiva di una presenza, di un fattore imponderabile nell'esistenza dell'uomo grazie all'introduzione nella trama di circostanze imprevedibili e a una profonda indagine sui comportamenti umani.

La O'Connor, nata a Savannah nel profondo sud degli Stati Uniti, perse il padre appena quindicenne per il degenerare di una malattia cronica, il lupus eritematoso, perdita che segnò particolarmente la giovane Mary Flannery anche a causa dell'ereditarietà della patologia autoimmune. Dopo una laurea in sociologia alla Georgia State College for Women, alla O'Connor venne diagnosticato il lupus nel 1951 e un'aspettativa di vita di cinque anni (che furono poi quindici) che la costrinse a tornare a vivere nella fattoria di famiglia a Milledgeville, dedicandosi all'allevamento di pavoni. Amante dei volatili, allevò anche anatre, galline, e utilizzò questi animali come simboli nei propri scritti: descrisse, infatti, i suoi pavoni in un saggio intitolato "The Kings of Birds". Da fervente cattolica Flannery O'Connor si ritrovò a vivere nel sud protestante, nelle zone rurali della cosiddetta Bible Belt, percorse dalle tensioni razziali e dal fervore religioso, il mondo a cui aveva dato magistralmente voce William Faulkner, del quale Flannery O'Connor condivide la sensibilità per il grottesco e i toni espressionisti. Occasionalmente tenne conferenze su temi religiosi e letterari, viaggiando anche parecchio nonostante la fragilità della sua salute. Appassionata lettrice della Summa Theologiae di Tommaso d'Aquino, la O'Connor passò i suoi anni in compagnia della madre e delle lettere che le scrivevano i suoi corrispondenti tra cui Robert Lowell ed Elisabeth Bishop. La O'Connor scrisse 32 racconti, 2 romanzi, alcune prose e più di 100 recensioni di libri per due giornali locali, affrontando sempre la battaglia contro il lupus, e morì ad appena 39 anni nel 1964 per le complicazioni dovute all'emergenza di un tumore in aggiunta al lupus.
Ritenuta una delle voci più geniali e influenti della letteratura americana del Novecento, tanto da essere inserita tra gli scrittori di culto, grazie ad una vita particolarmente appartata dalla mondanità letteraria, nonché tragicamente breve, Flannery O'Connor si appassiona alla scrittura al college e nel 1952 pubblica con successo il suo primo romanzo. La saggezza nel sangue, seguito da numerosi racconti, raccolti in A Good Man Is Hard to Find (1955) e da un secondo romanzo, Il cielo è dei violenti, nel 1960. Il successo è immediato: fra il '57 e il '65 tre suoi racconti vincono il prestigioso O'Henry Award, e viene spesso invitata a tenere corsi e conferenze nelle università del Sud degli Stati Uniti. Protagonisti della sua narrativa sono figure profondamente legate alla realtà locale di quella terra e descritte con un realismo sanguigno, ma le loro vicende - quasi sempre pervase di violenza, follia e deformazioni - trascendono a veri e propri simboli della presenza contraddittoria e inquietante del divino, del mistero e della grazia nella vita umana. Il cattolicesimo è infatti una delle componenti basilari della cultura e della scrittura della O'Connor: la sua è una fede profondissima e assolutamente ortodossa, che non degenera mai nel facile moralismo e nel perbenismo bigotto. Le sue storie sono a tinte forti e senza finali consolatori, ben consapevole della malattia che la affligge e che la costringe a continue cure molto pesanti, che le fanno gonfiare il viso e perdere i capelli, e la costringono a camminare con le stampelle. Dopo la sua morte è uscita una seconda antologia di racconti (Everything That Rises Must Converge, 1965) e, a cura di Robert e Sally Fitzgerald, due fra i suoi amici più cari, una raccolta di saggi, Mystery and Manners, nel 1969 e una di lettere, The Habit of Being (Sola a presidiare la fortezza), nel 1979.

A condurre la serata di mercoledì sarà ancora una volta Roberto Ferdani che saprà far conoscere meglio questa straordinaria scrittrice e coordinare il gruppo di lettura del Circolo dei lettori. Ll'ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti. E' gradita la prenotazione.

Per informazioni contattare la Biblioteca Civica - tel. 0331.503696 - e-mail: biblioteca@comune.castellanza.va.it

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Pubblicato il 10/12/13 - 1040 visualizzazioni
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