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NOTIZIE - DALLA CITTÀ


Giornata mondiale del rifugiato


Castellanza (redazione) -  Il 20 giugno si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento annuale voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo. Persone costrette a fuggire da guerre e violenze, lasciando i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era parte della loro vita.

E’ soprattutto un invito a non dimenticare mai che dietro ognuno di loro c’è una storia che merita di essere ascoltata. Storie di sofferenze e di umiliazioni, ma anche di chi è riuscito a ricostruire il proprio futuro, portando il proprio contributo alla società che lo ha accolto.

Vogliamo contribuire alla riflessione sua questa tematica complessa, riportando uno stralcio dell’intervento del 2017 del Presidente della Repubblica, e le parole pronunciate da  Papa Francesco in occasione dell’Angelus del 17 giugno 2018.

Nel messaggio il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ricorda che:

“E’ indispensabile che in una logica di responsabilità condivisa tutti i membri della comunità internazionale sappiano dimostrare il proprio impegno a favore di questa parte così rilevante di umanità, in spirito di collaborazione e di solidarietà. Non si tratta solo di condivisione degli oneri dell’accoglienza, ma di assunzione di responsabilità nella gestione a livello globale dei flussi migratori”.

Ecco le parole di Papa Francesco:

Mercoledì prossimo ricorrerà la Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite per richiamare l’attenzione su ciò che vivono, spesso con grandi ansietà e sofferenze, i nostri fratelli costretti a fuggire dalla loro terra a causa di conflitti e persecuzioni.

Una Giornata che, quest’anno, cade nel vivo delle consultazioni tra i Governi per l’adozione di un Patto Mondiale sui Rifugiati, che si vuole adottare entro l’anno, come quello per una migrazione sicura, ordinata e regolare.

Auspico che gli Stati coinvolti in questi processi raggiungano un’intesa per assicurare, con responsabilità e umanità, l’assistenza e la protezione a chi è forzato a lasciare il proprio Paese.

Ma anche ciascuno di noi è chiamato ad essere vicino ai rifugiati, a trovare con loro momenti d’incontro, a valorizzare il loro contributo, perché anch’essi possano meglio inserirsi nelle comunità che li ricevono.

In questo incontro e in questo reciproco rispetto e appoggio c’è la soluzione di tanti problemi”.

© riproduzione riservata
 
Pubblicato il 19/06/18 - 105 visualizzazioni
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