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TERZA - ARTE


La fotografia protagonista in Villa Pomini


Castellanza (lg) - Domenica 13 Ottobre alle ore 16.00 nella splendida cornice di Villa Pomini a Castellanza si inaugura la mostra di fotografia "Legalità - La fotografia testimone dei tempi", organizzata dall'AFI - Archivio Fotografico Italiano - che da tempo collabora con l'Assessorato alla Cultura cittadino alla realizzazione di eventi che promuovano la fotografia come forma d'arte e facciamo conoscere i giovani talenti.

Claudio Argentiero e la sua associazione lavorano per raccogliere un archivio fotografico che raccolga immagini in grado di rappresentare la cultura, la storia e il sociale del nostro paese, grazie alla collaborazione con autori noti e meno conosciuti, ma soprattutto avviando progetti complessi che travalicano i confini nazionali (come la partecipazione ai prestigiosi Rencontres de la Photographie di Arles).

L'esposizione "Legalità - La fotografia testimone dei tempi", che occuperà le sale di Villa Pomini dal 13 ottobre al 3 novembre 2013, affronta un tema difficile e di attualità, la legalità, attraverso immagini che propongono realtà lontane e diverse fra loro, ma affrontato con tatto e sensibilità. Ad esporre le loro fotografie saranno tre autori, Emanuela Colombo, Ugo Panella e Teresa Carreño, che colgono aspetti diversi del tema proposto.

Emanuela Colombo, una laurea in Scienze della Comunicazione allo IULM di Milano,  nel 2007 frequenta il Master in "Photography and visual design" presso la Naba (Nuova accademia belle arti) in collaborazione con lo spazio Forma di Milano e Contrasto e contemporaneamente inizia una collaborazione con diverse ONG per la produzione di reportage e storie riguardanti le loro attività in Italia e all’estero. La sua esposizione "Le donne di Archi"  è il risultato di progetto, “Le Donne e la Città”, di ActionAid, che lavora con le donne di  Archi, un quartiere degradato a nord di Reggio Calabria, promuovendo la loro partecipazione alla costruzione di un quartiere diverso che favorisca l'interazione sociale, economica e culturale delle donne nelle città in cui vivono. Il quartiere di Archi, come emerge anche dalle fotografie di Emanuela Colombo, è l'esempio di un mondo chiuso fatto di casermoni e strade male asfaltate e senza nome, dove non si vedono esercizi commerciali aperti e dove nemmeno l'autobus si ferma. Le strade sono pressochè vuote e gli unici che passeggiano per le vie del quartiere sono i pusher di zona accompagnati dai loro grossi cani al guinzaglio. Non si vedono bambini che giocano o corrono per strada e nemmeno le donne ferme a chiaccherare con le vicine. Non ci sono gli uomini, che sono in carcere o disoccupati. Sono le donne di Archi a lavorare in nero nelle case del centro di Reggio per mantenere i loro figli, sono le donne di Archi che ogni giorno devono fare i conti con la non vivibilità e la mancanza di servizi del loro quartire e che lottano con questo spazio dove la criminalità regna sovrana. 

Diverso il punto di vista di Ugo Panella e della sua mostra "La poesia del cambiamento". Panella è un fotogiornalista che dagli anni '70 ha documentato i conflitti nel Centro America o la vita degradata negli slums di Nairobi e nel cimitero del Cairo. Protagoniste della sua esposizione "La poesia del cambiamento" sono le donne che vivono in Afghanistan, di cui il fotografo è un grande conoscitore: un continente diverso, ma uguali problemi sociali. Qui le donne camminano veloci sulla strada, fasciate nei loro burka azzurri, fra le bancarelle di un mercato. L'obiettivo garbato di Panella riesce a cogliere un sorriso inaspettato di una donna che solleva per un attimo il burka e guarda in macchina, un sorriso gentile come quello dei bambini, ma che non cela il segno delle ingiustizie e delle torture fisiche e psicologiche subite, da cui con pazienza cerca il riscatto. I ritratti delle persone che il fotografo incontra per le strade, il volto sereno del bambino che sfoggia con orgoglio un pappagallo sulla spalla, la postura seria dell’uomo mentre beve il the inquadrato in una finestra che conferisce all’immagine un forte senso geometrico, il primo piano di una donna che sorride più con gli occhi che con le labbra e il paesaggio di misteriosa bellezza dominato dalla presenza di un lago o interrotto dai bassi edifici di un villaggio che interrompe la mancanza di figure umane: sono questi i soggetti preferiti di Panella che non nasconde all'obiettivo l'altra faccia di questo paese fatta di bombe  antiuomo nascoste fra le pietre o di un amputato seduto in ospedale e circondato dai tanti arti artificiali utilizzati per alleviare le sofferenze delle vittime. Un paese, l'Afghanista, che ha voglia di normalità e dove la parola “legalità” assume il significato di dignità, riscatto, rispetto, stima, libertà. Qui le protagoniste del cambiamento sono le donne: le bambine che sono tornate ad acquisire il loro diritto ad andare a scuola, la ragazza che scrive sul suo computer portatile mettendo in mostra gli occhi elegantemente truccati e, soprattutto, le donne del microcredito.

Teresa Carreño, fotografa professionista venezuelana ma residente in Italia, è autrice di numerosi reportage tra cui uno sulla  guerra nella ex Jugoslavia, sul Kosovo, sulla violenza sulle donne. "14 Storie di violenza" è il racconto per immagini di storie di violenze subite e di donne  che arrivano in Italia, non parlano la lingua e non conoscono nessuno, e nel tentativo di trovare il loro posto al sole,  si ritrovano in un mondo fatto di dispereazione, umiliazione e sofferenza, da cui non sempre è facile uscire. L'esposizione della Carreño è anche il racconto del riscatto di queste donne che hanno trovato rifugio in una casa di Zelo Surrigone, in provincia di Milano, dove vivono con i loro figli una quotidianità e una convivenza faticosa e devono costruire un futuro per i loro figli. "14 Storie di violenza" è un viaggio della speranza di 14 ragazze che oggi abitano a Zelo, in questa casa dove la speranza si è trasformata in un porto, caldo e accogliente, da qui tutto potrà solo migliorare. 

Villa Pomini: "Legalità - La fotografia testimone dei tempi" dal 13 ottobre - 3 novembre 2013
Inaugurazione: 13 ottobre 2013 ore 16.00
Orari di visita: venerdì e sabato 15.00/19.00 - domenica 10.00/12.00 - 15.00/19.00 - Ingresso libero

Per informazione: Archivio Fotografico Italiano - Claudio Argentero - tel. 3475902640 - e-mail: claudio.argentiero@alice.it - www.archiviofotografico.org - Ufficio Cultura - Città di Castellanza - tel. 0331526263.

© riproduzione riservata
 
Pubblicato il 10/10/13 - 1280 visualizzazioni
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