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TERZA - CINEMA


Sguardi sul mondo

Cosa dirà la gente


Castellanza - Nuovo punto di vista del Cineforum di Castellanza che lunedì 5 novembre alle 21,00 ci presenterà il mondo di rapportarsi di una comunità di immigrati pakistani con il conformismo sociale delle popolazioni nordiche, grazie alla pellicola "Cosa dirà la gente" della regista norvegese Iram Haq.

Tante saranno le asperità legate alle difficoltà multiculturali di una comunità nuova e in continua evoluzione e tante sranno i tentativi di approccio a questra nuova realtà.

Il film ha ricevuto numerosi premi alla kermesse cinematografica Amanda Awards.

Oslo. Nisha ha sedici anni e una doppia vita. In famiglia è una perfetta figlia di pachistani. Fuori casa è una normale ragazza norvegese. Quando però il padre la sorprende in casa di notte in compagnia del suo ragazzo i genitori e il fratello si organizzano per portarla, contro la sua volontà, in Pakistan affidandola a una zia. In un Paese che non ha mai conosciuto Nisha è costretta ad adattarsi alla cultura da cui provengono suo padre e sua madre.
Ci sono due modi per avvicinarsi a questo film. Uno è sbagliato e l'altro è corretto. Quello sbagliato potrebbe leggerlo come l'ennesimo attacco contro chi ha una cultura diversa finalizzato a sottolinearne solo i tratti più che negativi.

È quindi uno sguardo dall'interno quello che Iram Haq ci offre grazie anche a un'ottima interprete come l'esordiente (sul grande schermo) Maria Mozhdah nel cui sguardo si può leggere una vasta gamma di sentimenti che vanno dalla felicità alla disperazione più profonda. Al centro del film c'è il rapporto tra una figlia e un padre convinto (insieme a una madre che lo sostiene) di agire 'per il suo bene'. Ciò che però maggiormente colpisce e fa riflettere è un elemento che ha le caratteristiche dell'originalità in una vicenda come questa. Quello che accade a Nisha non trae origine da un fondamentalismo religioso. Arrivata in Pakistan la ragazza dirà di non voler pregare e questo ci fa comprendere che non lo faceva neanche in Norvegia.

Quindi ciò che la famiglia pretende da lei non è legato a motivazioni di fede ma, e forse è ancora peggio, a ciò che il titolo del film esplicita: quello che dirà la gente. È il conformismo sociale a dettare l'agenda dei comportamenti nella comunità di immigrati pakistani ed è ad esso che il padre sente il dovere di aderire rischiando di giungere anche a situazioni estreme. La regista precisa che non tutto quello che accade a Nisha è successo anche a lei ma la cronaca ogni tanto ci ricorda che episodi simili accadono e non hanno quasi mai un lieto fine. Il fatto che sia finalmente una donna che li trasforma in cinema ci dice anche che qualcosa sta finalmente cambiando. Ci vorrà tempo ma per tutte le Nisha, nonostante ciò che ci racconta la cronaca, c'è una speranza.

(Giancarlo Zappoli - 22 aprile 2018  - www.mymovies.it)

 

Sebbene non sia, a oggi, quella numericamente più rilevante (superata da quella di paesi vicini come la Polonia, la Lituania o la Svezia, o di paesi che hanno vissuto crisi in anni più recenti come Somalia o Siria), l’immigrazione di origine pakistana in Norvegia lo è storicamente e culturalmente. E infatti, la cosiddetta seconda generazione pakistana, ovvero i figli di immigrati nati lì, torna a primeggiare anche dal punto di vista numerico su quella di qualunque altro paese, e si contano terze e perfino quarte generazioni.
Storicamente perché l’ondata migratoria dal Pakistan alla Norvegia ha avuto inizio già alla fine degli anni Sessanta, ed è tutt’ora di notevole entità.
Culturalmente perché, in tanti decenni, la minoranza pakistana è stata in grado di affermarsi senza timore a livello sociale e perfino politico, con numerosi artisti in vari campi, personaggi pubblici di varia natura e membri del parlamento norvegese che sono originari del paese asiatico.
Ma dal punto di vista culturale va anche segnalato che, sebbene in Norvegia l’integrazione sia decisamente più avanzata che non in paesi che con i flussi migratori si stanno confrontando solo in questi anni, come la nostra Italia, permangono problematiche legate alle inevitabili frizioni che si sono venute e si vengono a creare tra la cultura occidentale, (social)democratica e liberale del paese scandinavo, e quella musulmana e spesso conservatrice di chi proviene dal Pakistan.
Frizioni che, a volte, creano pericolose scintille.

(Federico Gironi - 23 aprile 2018 - www.comingsoon.it)

 

Una ragazza pakistana si innamora di un ragazzo italiano, decide di sposarlo, viene uccisa per questo. Non è la trama di Cosa dirà la gente ma l'assurdo e tragico epilogo di Sana, ammazzata da suo padre e da suo fratello. Non azzardiamo nemmeno ad approfondirne i motivi perché non ci sono giustificazioni per certi deliri. Lo ammettiamo senza remore: è strano parlare di cronaca nera all'interno della recensione di un film. Strano e insolito, perché ci addentriamo in un territorio che spesso consideriamo estraneo alla magia della sala. Però non esiste guizzo fantastico o creativo senza una realtà che la supporti, e nel caso di Cosa dirà la gente la realtà fa irruzione nella finzione cinematografica senza chiedere permesso, a muso duro, con immensa violenza. Il cinema ha quasi il sapore della catarsi.

Il caso ha voluto che l'opera seconda della regista pakistana Iram Haq arrivasse in sala solo poche settimane la morte di Sana, venuta alla ribalta dei media per la sua insensata atrocità. Difficile che questa coincidenza non sottolinei ancora di più la dolorosa storia della giovane Nisha, sedicenne costretta a provare sulla sua pelle gli effetti distruttivi di un odio assurdo. Attraverso gli occhi grandi di questa adolescente fragile eppure granitica, Cosa dirà la gente racconta passo dopo passo il doloroso racconto di formazione di una giovane donna scissa tra la sua curiosità vorace e la ferocia di una famiglia capace solo di ingabbiare, punire e tarpare le ali. Peccato che Nisha abbia soltanto voglia di camminare sulle sue gambe.

(Giuseppe Grossi - 3 Maggio 2018 - movieplayer.it)

 

Il biglietto di ingresso singolo costa 5,50 euro (ridotto 4,00 euro), mentre l'abbonamento alla stagione, che si concluderà all'inizio di giugno,  è di 60 euro (ridotto a 40 euro per  possessori carta LIUC, studenti universitari e over 65). Info tel. 0331 480626 e info@cinemateatrodante.it

 

 

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Pubblicato il 31/10/18 - 32 visualizzazioni
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