Cerca nel sito:

TERZA - CINEMA


Firme d'autore

L'uomo che uccise Don Chisciotte


Castellanza - Continua a scorrere l'inchiostro delle firme d'autore al Cineforum di Castellanza lunedì 15 aprile alle 21,00 con il film L'uomo che uccise Don Chisciotte.

Il film del regista Terry Gilliam, liberamente ispirato alle vicende di Don Chisciotte di Miguel De Cervantes, è stato proiettato per la prima volta nel 2017, ma le basi per la sua realizzazione furono gettate già nel 1998. Dopo diverse vicissitudini, legate anche a problemi in fase di produzione, un'alluvione, il fallimento della prima sceneggiatura, avvicendamenti dei vari attori, dopo diciannove anni, ecco prodotto il film con la progettazione più lunga.

 

TRAMA

Toby è un regista di spot che sta attraversando la Spagna per delle riprese. Durante il viaggio s’imbatte in uno studente che gli da una copia del primo film che Toby realizzò mentre era ancora uno studente: una versione della storia di Don Quixote ambientata in un antico e caratteristico villaggio spagnolo. Commosso, Toby parte per un bizzarro viaggio alla ricerca del piccolo villaggio dove aveva girato quel film. Ma presto si troverà coinvolto in una serie di catastrofi.

 

RECENSIONE

Ci sono voluti quasi tren’tanni per girare L’uomo che uccise Don Chisciotte. Un film fortemente voluto da Terry Gilliam nonostante il fato gli fosse più che avverso. Tutto inizia nel lontano 1989 per poi iniziare un loop di interruzioni e riprese che lo hanno portato fino ad oggi. “Qualsiasi persona ragionevole si sarebbe fermato ma non io. Io credo nelle cose irragionevoli, nella follia che mi ha trasmesso Don Chisciotte”. Un’affermazione che spiega perfettamente e giustifica la testardaggine del regista di Parnassus nel voler prendersi le sue responsabilità fino in fondo. Perché alla fine è una questione di responsabilità, come quelle da cui scappa Adam Driver nei panni di Toby, un cinico e sprezzante regista di spot televisivi dall’ego smisurato.

Il passato però ritorna, stavolta nelle mani di un gitano che porge a Toby un dvd pirata del suo primo lavoro giovanile legato ad un film su Don Chisciotte. Un film che aveva creato numerose aspettative in Angelica, giovane abitante di un minuscolo villaggio spagnolo chiamato Los Sueños (nomen omen). Un film che ha portato alla follia Jonathan Pryce, qui nei panni di Javier, un calzolaio scritturato per interpretare Don Chisciotte e mai più uscito dal personaggio. Il caso vuole che Toby torni proprio in Spagna per girare uno spot che riprenda la lotta del cavaliere errante contro i mulini a vento. E proprio dietro la collina c’è quel piccolo paesino da lui fin troppo illuso.

Toby cerca luoghi e persone del suo primo film, trovando tutto diverso da come era prima. Chi è passato a miglior vita, chi invece ha tentato la fortuna trovando l’esatto opposto. E chi è rimasto incatenato nella follia.

In un cinema improvvisato, Adam Driver compie un gesto evocativo come quello di rompere la tela. E con lei anche la realtà che fino a quel momento lo circondava. Basta poco per trasformare un regista in Sancio Panza ed essere costretto a seguire ed assecondare le follie di Javier, o Don Chisciotte. E la stessa realtà si (con)fonderà con la surrealtà presente nella folle mente di Javier. Vagherà, Toby, tra i molteplici piani narrativi che andranno a sovrapporsi.

L’uomo che uccise Don Chisciotte è un film che si lascia guardare anche grazie a flashback generati ottimi espedienti narrativi. Il comparto visivo è molto curato e funzionale ad una messa in scena che avvicina forma e contenuto quasi sullo stesso piano. Molti gli spunti di riflessione che Gilliam ci regala, come la sua critica rivolta alla società occidentale. Peccato che questo aspetto si esaurisca in fretta in favore di un richiamo metanarrativo verso tutto ciò che c’è dietro un film. Quei produttori sprezzanti alla ricerca di soldi ad ogni costo.

La presenza scenica di Jonathan Pryce e Adam Driver riesce a colmare gran parte delle lacune presenti in questo L’uomo che uccise Don Chisciotte che appare più come un capriccio di Gilliam che non un progetto studiato e ragionato. Cosa più che umanamente comprensibile considerato ciò che è accaduto dal 1989 ad oggi.

 

 

(Lorenzo Pietroletti - 21 Settembre 2018 -www.lascimmiapensa.com)

 

© riproduzione riservata
 
Pubblicato il 09/04/19 - 38 visualizzazioni
Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità, se vuoi saperne di piu` o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.